Pagina:Bois - Sui confini della scienza della natura,1928.djvu/62

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senso analogo (Scopi e limiti del materialismo scientifico, in: Frammenti di scienza ecc. Londra 1871, p. 121; Sesta edizione, V. II, p. 87). Tuttavia io non trovo nel nesso logico del suo concetto l’idea dell’Intelligenza di Laplace come confine della conoscenza umana, e poi che egli prende in considerazione la possibilità di un ulteriore perfezionamento della nostra razza, corrispondente perfino a quello dall’Iguanodon e dai suoi contemporanei fino all’umanità contemporanea, così resta fermo all’«Ignoramus» invece di seguirmi fino all’«Ignorabimus». (Cfr. sotto p. 88-89).

(35) Cfr. il mio discorso sui pensieri di Leibniz sulla nuova scienza della natura, nelle relazioni mensili dell’Accademia ecc. 1870. p. 849. - anche nei Discorsi ecc. 2ª ed. V. I, p. 370. (Cfr. poi solto p. 88).

(36) Ricerche sull’elettricità animale. V. I. Berlino 1848. Discorso preliminare p. 35-36; - Discorsi ecc. 2ª ed. V. I, p. 9. (Cfr. sotto pag. 89 e segg.).

(37) Io spero di avere, con qualche cambiamento nel testo, eliminata l’oscurità che Fr. Alb. Lange nella sua eccellente recensione dei «Confini» ha osservata nelle tre prime edizioni qui presenti. (Storia del materialismo e critica del suo significato nel tempo presente. 2ª ed. 2º libro. Iserlohn 1875, p. 158 e seg.).

(38) Nel discorso su La Mettrie (Relazioni mensili ecc. 1875, p. 101-102. - Discorsi ecc. 2ª ed. V. I, p. 527-528; io dimostrai che egli riguardo alle manifestazioni spirituali si pose veramente dapprima al punto di vista dei naturalisti induttivi.