Pagina:Bois - Sui confini della scienza della natura,1928.djvu/76

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Io considero questa conclusione come perfettamente persuasiva. David Friedrich Strauss crede che dopo tutto soltanto il tempo potrebbe decidere se questa è l’ultima parola su tale argomento. Senza dubbio, ciò non è ora deciso, sebbene H. Haeckel abbia posto come assioma metafisico la supposizione da me fatta per mia comodità che gli atomi abbiano singola coscienza. «Ogni atomo» dice egli «possiede una sua propria somma di forza, e in questo senso è animato». Senza ammettere un «atomo-anima» i più frequenti e comuni fenomeni della chimica sono incomprensibili. Gioia e dolore, desiderio e rifiuto, attrazione e repulsione devono essere comuni a tutte le masse atomiche; poichè i movimenti dell’atomo che dovrebbero aver luogo per formare e sciogliere ogni combinazione chimica non si possono spiegare altro che ammettendo ch’essi possono avere sensibilità e volontà... Se la «volontà» degli uomini e degli animali superiori sembra libera in confronto della volontà vincolata degli atomi, è questa una illusione nata dallo sviluppo infinitamente più largo dei movimenti volitivi dei primi in confronto ai semplicissimi movimenti volitivi di questi ultimi». E perfettamente nello spirito della falsa filosofia della natura, già dal medesimo punto di partenza divenuta perniciosa alla scienza tedesca, Haeckel prosegue a costruire sulla «inconscia memoria» di un certo «complesso atomico vivente» da lui designalo come plastidulo»6.

Così egli disdegna il cammino delle ricerche