Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/153

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suoi esser molesto l’uscir anche talvolta dal diritto cammino, quando per luoghi ameni e deliziosi uomo trasvia. Oltre che molte cose, le quali ora parran forse lontane dal nostro segno, vedremo al fine che tutte anderanno a ferirne il punto. Le cagioni addunque dell’amor in comune sono o sopranatu- rali o naturali: sopranaturale è Dio, naturali sono o princi- pali o coadiutrici: le principali sono attiva o passiva: attiva è l’oggetto amabile, passiva è la potenza amante: le coadiu- trici sono molte, ma per ora a due capi le ridurremo: al beneficio ed alla similitudine: al beneficio o dato o ricevuto; alla similitudine della stella, del cielo, del genio, della com- plessione, del nudrimento, del costume, dell’aspetto. Tante sono per ora le cagioni dell’amore: consideriamle ad una ad una. [I-XIV. — Si esaminano le varie cause dell’amore. — Dio primo amore e cagion d’ogni amore. — Della potenza amante. — Dell’oggetto amabile. — Come il beneficio sia cagion d’amore. — La somiglianzà come causa d’amore. — Varie specie di somiglianzà: della stella, del cielo, del genio, del temperamento, dei costumi, dell’aspetto.] CAPO TERZO DEL SOGGETTO POETICO La libertà della poetica licenza è sfrenatissima, perché la poesia dall’imaginazione depende, di cui l’anima nostra non ha più ardita, più temeraria ministra. L’imaginazione ogni cosa intraprende: a quello che è, a quello che non è, a quel che puٍ essere, a quel che non puٍ essere, a quel che si puٍ credere, a quel che non si puٍ credere, ad ogni cosa ella pon mano. Onde il soggetto poetico, come parto di lei, puٍ esser vero e falso, possibile ed impossibile, verisimile ed inverisimile, purché per esser dilettevole abbia sempre del maraviglioso. Ma perché dell’amor di Celia non è chi dica che sia vero, non è chi ? riprenda perché sia falso, e