Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/172

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168 discorsi

o molto, con voglia di vivere o di morire, possa o non possa amarsi? non è vanità che tu voglia dar forma alla pazzia? ut cum ratione insanias, dice Terenzio? non è temerità che tu voglia prescriver legge ad amor, che è sopra ogni legge, dice Boezio? Ma poiché tant’oltre mi son condotto, già non posso con onor mio ritirarmi: andiamo avanti.

II. Che più d’uno amar si puٍò — Abbiamo in questo luogo a vedere se si possa amar più d’uno. Astraendo per ora dagli altri accidenti dell’amore, se sia in uno o in diversi tempi, eguale o non eguale, ardente o non ardente, che saranno il suggetto dei capi che sieguono, qui abbiamo a veder solo se la moltiplicità, semplicemente parlando, ripugna all’amore. Or fra quanti parlano d’amore pochi ce n’ha che non si dilettino d’andar dicendo un solo amore esser vero amore: ma fra quanti sentَon d’amore pochi ce n’ha che d’un amor solo tengano appagato il cuore. Onde s’io potessi impetrar da ciascun di voi, o signori (e parlo in confidenza), che, in se stesso riducendosi alla rimembranza dei suoi presenti o passati amori, si contentasse di ridir da buon cavaliere (che con le dame non vo’ contesa, credo che presso di loro il punto sia chiaro) da buon cavalier, dico, si contentasse di ridir quello ch’ei se ne truova in cuore, non avrei briga, dove cosi comune se ne vedrebbe l’esperienza, andar con altre ragioni mostrando che si puٍ amar più d’uno. Ma poiché, giovando a ciascuno in questa materia d’ingannare o di mentir se stesso, discorda l’opinione dall’esperienza e la lingua contraddice al cuore, sono sforzato a porre questa ma- nifesta verità in contesa, acciٍ che senza contesa rimanga. Coloro i quali voglion pur dire che non si puٍ amar più d’uno amante, van ben la loro amorosa adulazione con al- cuni argomenti colorando, ai quali nei seguenti capi ci verrà meglio in concio di rispondere: in tanto con una sola, ma, s’io non m’inganno, e buona e bella ragione mostrerem noi che più d’uno amar si puٍò. Già nella prima parte vedemmo (ed ecco come le cose, che quivi ne parean forse troppo lon-