Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/177

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Onde Agostino: Quaerite quod quaeritis, sed non inve?iietis ubi quaeritis. Quaerite quod quaeritis, perché qualunque sia l’amor vostro, anche d’una caduca bellezza, voi perٍ non cercate altro che Dio. Ma che? Non invenietis ubi quaeritis·, perché Dio, cui voi cercate, quell’adempimento del vostro desiderio che bramate non siete per trovarlo in quella caduca bellezza, la qual perٍ, benché talor da voi sia conseguita, non per tanto il vostro cuor, ch’è divinamente innamorato, non se n’appaga, perché non quella caduca bellezza, ma sotto il velo di lei la bellezza divina è quello che l’anima nostra desidera, e non se n’avvede. Ditemi per vostra fé, signori: che credete voi che sia quello che per entro il volto, cui amorosamente vagheggiate, abbia forza di farvi talora ad un punto impallidire ed arrossare, ardere e gelare, ardire e tre- mare, ammutir per riverenza, sospirar per ismania? Che cre- dete voi che fosse quello che nel volto d’Elena al primo aspetto ebbe forza d’ammollir il giusto sdegno del tradito con- sorte, e trattagliela di mano, fargli cader in terra la spada vendicatrice? Quei capelli forse? quelle carni? quei colori? quella bellezza in somma caduca e terrena? Credete voi dunque ch’una cosa caduca e terrena sopra l’anima vostra, la qual è pur celeste ed immortale, abbia forza d’esercitar cotanto im- perio? No, no, questa è forza divina: e non è altro che la stessa divinità, la quale entro a quel volto risplende. Perٍ nobilissimamente filosofandone i platonici, e particolarmente Piotino, dicono che la beltà terrena non è per altro che per eccitar l’anima nostra, la quale indi commossa e desta, pri- mieramente in se stessa si raccoglie; poi, cominciando a di- sprezzar l’ombre della bellezza che per li corpi si diffondono, alla idea che nella mente riluce, e per l’idea all’Uno, che è capo delle idee, s’inalza. Or da questi principi la nostra ragione diducendo, cosi diciamo: se Dio è finalmente l’oggetto di tutti i nostri amori, e se l’amor d’ogni terrena bellezza non è per altro che per sollevarci all’amor della beltà divina, dubbio non è che l’amor nostro dee maggiormente essere intento colà, dove egli ha maggior occasione di contemplar