Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/183

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dunque della elezione la volontà intende in più cose, perché ella ha mira a quelle più perfezioni, per cagion delle quali l’oggetto ch’ella elegge è miglior degli altri. Ad una fan- ciulla, per esemplo, di non troppo gentil legnaggio, due sposi vengon proposti, l’uno solamente ricco, l’altro ricco e nobile insieme: ella questo elegge, perché puٍ giovarle a più cose, giovale ad ingentilire per nobiltà ed a risplender per ricchezza. Dunque nello stesso atto della elezione a due diversi non su- bordinati oggetti, che sono la nobiltà e la ricchezza, ella ebbe l’anima intenta. La seconda ragione è perché l’arte imita la natura: ma la natura, che pur nelle sue operazioni è più ristretta e determinata, puٍ da uno stesso strumento più d’uno ufficio, e all’uno e all’altro non subordinato, intendere, si come dice Aristotale che nel fabbricar la lingua la natura ha mira all’uso del parlare e del gustare, che sono uffici diversi e non subordinati : molto più dunque dovrà esser conceduto all’arte ed alla volontà, ch’è più libera e sciolta, di poter con un atto solo intender in più diversi non subordinati og- getti. Ma che? vogliam noi perٍ che se la volontà nostra puٍ con un atto solo intendere in diversi non subordinati oggetti, come insegna san Tomaso, per questo debba esser conchiuso che con lo stesso atto d’amore l’anima possa ten- der in più d’un amante? Da questa conclusione siamo ancor ben lontani. In questo luogo non vale inganno: qui non man- cano di quelli che han letto e riletto i testi di san Tomaso più volte, ch’io non ho vedute le coperte: il qual dice bene che la volontà con un atto solo puٍ intender in diversi e non subordinati oggetti, si come abbiam fin qui riferto. Ma due condizioni ci aggiugne, le quali per noi forse non s’adem- piono. La prima è che quegli oggetti ne’ quali puٍ la volontà con lo stesso atto intendere, benché siano diversi, deon perٍ sotto qualche ragion comune poter esser compresi: cosi, dice egli, l’avaro intento al guadagno puٍ con lo stesso atto voler il vino e la veste, che son oggetti diversi e non subor- dinati, ma tali perٍ che sotto la stessa ragione del guadagno possono essere compresi. La seconda condizione è che quegli