Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/191

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che, rimirando la beltà corporea, per lei ci solleviamo alla contemplazione della divina. Presso a questo, più giuso, è il terzo, per lo qual dicono che, mirando la beltà corporea, non ascendiamo alla contemplazione della divina, né men discen- diamo alla generazione della corporea, ma nel solo vagheg- giamento di essa dilettosamente ci tratteniamo. Presso a questo è il quarto, per lo qual dicono che, mirando la bellezza cor- porea, non c’inalziamo alla contemplazione della divina, né ci tratteniamo nel solo vagheggiamento della corporea, ma c’inchiniamo al desiderio della generazione. L’ultimo, che nella più bassa parte è collocato, che è la potenza generativa, dicon non esser altro che quel naturale desiderio della gene- razione, nato da un occulto e talor non inteso instinto d’im- primer nella prole una imagine di quella divina beltà che è l’oggetto del primo amore. Or di questi cinque demoni, di questi cinque amori, il secondo, il terzo e ? quarto, cioè quel che dalla corporea s’inalza alla contemplazione della divina, quel che nel solo vagheggiamento della corporea si rimane, e quello che al desiderio della generazione trabocca, dicono che molte volte il giorno in noi crescono e scemano, nascono e muoiono: ma i due estremi, cioè l’amor della contempla- zione della divina e l’amor della generazione della bellezza corporea, vogliono che in noi vivan perpetui, e che questi sian due demoni all’anima nostra ad ogni ora assistenti. Or se questi due amori si truovan in ciascun di noi ad ogni tempo, ci si truovan dunque anche ad uno stesso tempo: ciascun di noi dunque è capace di due amori ad un tempo. E se mi dite che questi due amori platonici sono amori tra lor di natura diversi, là dove la nostra contesa è degli amori di due amanti, che sono amori d’una stessa natura, quindi ap- punto maggior forza prende il nostro argomento, conciosiacosa- ché se possiamo ad un tempo amar due cotanto diversi oggetti, quanto sono la divina e la corporea bellezza, molto più dovrà parerne agevole d’amar due bellezze ambidue corporee. Mai no, dirل forse alcuno: l’amor della bellezza corporea è su- bordinato all’amor della bellezza divina: onde, mentre quello