Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/203

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


con quel che siegue. Ma, con pace di questo gentilissimo scrittore, io non vorrei che fusse alcuno in questo cerchio che la sua sentenza seguisse, acciocché non rimanesse punto dall’autorità d’Alberto Magno, il quale non solo afferma che due soggetti egualmente amabili possono egualmente essere amati, ma soggiugne che ? dubitarne è pazzia: Utrum autem, dice egli, duo aequaliier diligi possint aut non, fatuum est quaerere, quia ubi dilectio et una ratto diligendi et aequalis sit in duobus, pro certo aequaliier diliguntur. Né d’altra opi- nione è Dante, il quale dice ben egli che di due cibi egual- mente buoni l’uomo non mangerebbe né l’uno né l’altro, ma non dice che né l’uno né l’altro amerebbe: anzi, perché ambidue gli amerebbe, perٍ né l’uno né l’altro mangerebbe. I cibi egualmente buoni, perché sono egualmente buoni, perٍ anche son atti a mover egualmente il senso; nel qual moto del senso consiste l’amore; ma appunto perché sono egual- mente buoni, perٍ l’un non potendo mover più che l’altro, non puٍ l’uno più che l’altro mover oltre il senso, né anche la mano. Ond’è che l’uomo puٍ amar l’uno e l’altro, ma non puٍ né l’uno né l’altro recarsi a’ denti. Addunque ormai sia chiaro che gli oggetti egualmente buoni possono esser egualmente amati. Né questo avvien solamente nella egualità reale, ma anche nell’apparente: non avvien solo infra gli oggetti che realmente sono eguali, ma fra quelli ancora che, quantunque non sieno, paiono eguali : perché si come l’og- getto dell’amore è il bene, non solo il vero, ma anche l’ap- parente, cosi l’oggetto dell’eguale amore puٍ esser l’egualità del bene, non solo la vera, ma anche l’apparente: e perٍ Niso ed Aminta, i quali od erano, o certo almen pareano a Celia egualmente amabili, potevano anche esser da lei egualmente amati. Ch’era il secondo punto: rimane il terzo. [VIII-XIII. — Si discute sulla determinazione della volontà tra due soggetti egualmente amabili. — Varie opinioni dei teologi.]