Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/208

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


possiamo odiare, potremo anche somigliantemente amarli. Or la misura dell’odio, si come anche dell’amore, è l’oggetto, si che tanto grande puٍ esser l’odio, quanto odioso è l’og- getto. Ma l’oggetto dell’odio è il male, che non ha altra mi- sura che il bene, onde tanto è il male, quanto è il bene, di cui egli è privazione. Fingiamo ormai un povero uomo, che altro al mondo non a vea ch’una sola capanna con entrovi la moglie e i figliuoletti cari, ch’era tutto il suo bene da lui sommamente amato; il quale per sostentamento della fa- migliuola essendo andato a lavorare i campi altrui, due mal- vagi uomini, tratti da libidinoso furore, venner con disoneste voglie la notte alla capanna, ove trovando l’onestà della donna insuperabile (che nelle capanne forse più che nei palagi l’one- stà suoi esser forte agli assalti), diederle il fuoco, e la donna e i fanciulli e quanto v’era dentro dispietatamente abbruccia- rono. Or io chieggio se crediate che questo infelice possa in- tensamente e perfettamente odiare chi tutto quel ben gli ha tolto che intensamente e perfettamente egli amava. Chieggo s’egli debbia odiar costoro, perché son due, men di quello ch’odierebbe se fosse un solo. Non certo. Verran dunque due fierissimi nemici a torti la vita, e tu potrai sommamente odiarli ambidue; e verran due amorosissimi soggetti ad invaghirti il cuore, e non potrai ambidue sommamente amare? Quel cuor ch’è capace di due odii non sarà capace di due amori? Con- fessi di poter odiar più d’uno sommamente, e non vuoi con- fessar di poter sommamente amar più d’uno? Cotesto è far troppo dello schifo e del ritroso. Il primo argomento addunque restringendo, diciamo che si come l’odio di più d’uno ad un tempo puٍ esser intenso e perfetto, cosi anche l’amore. III. Che l’amore di più d’uno ad un tempo possa es- sere INTENSO E PERFETTO AMORE PRUOVASI CON L’ESEMPIO dell’amicizia. — II secondo argomento il prendiamo dall’ami- cizia, la quale da Aristotale è detta somigliante all’amore. So ch’era sentenza pitagorica: Multis manum ne extendas, che vuoi dire: non aver molti amici, poiché il porger della