Pagina:Bonarelli, Guidubaldo – Filli di Sciro, 1941 – BEIC 1774985.djvu/31

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ATTO PRIMO
altro non so d’Amor. Ma quel pastore
conoscol io ?
Amin.Sí, tu ? conosci, e l’ami
al par de la tua vita.
Niso.E la sua ninfa?
Amin.La più leggiadra e bella
che ne’ campi di Sciro,
spiegando il crine al vento,
tenda le reti a l’alme.
Ma di lei poscia: io voglio
che del misero amante
odi l’istoria in prima,
dolente si, ma breve,
poiché ’n breve ora ei fu condotto a morte.
Fu costui ad Amore
anch’ei ritroso un tempo.
Ma volle il suo destino
ch’un di, per la salute
d’una ninfa gentile,
fusse ferito anch’egli.
Niso.E la cagione?
Amin.Altra volta l’udrai. Or tu m’ascolta.
Colei, fin qui pietosa,
ben mille volte e mille
sopra ? ferito seno
calde lagrime amare
distillava piangendo,
e d’intorno a la piaga
con soavi sospiri
dolcemente soffiando,
come se mormorato
magici incanti avesse,
sen portava il dolore.
Or mentr’ella si dolce
con medica pietade
già curando al pastore