Pagina:Bonvesin de la Riva - Meraviglie di Milano.djvu/9

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ora i due testamenti autorizzano ad escluderlo in modo assoluto. Il buon fraticello lo avrà sussidiato, come sussidiò nel 1290 quello della Colombetta, o, se si vuole interpretare alla lettera la parola construxit dell’epitaffio, gli avrà fatto erigere a sue spese una sede più comoda e decorosa.

Un’altra domanda si affaccia spontanea: se Bonvesino apparteneva al terzo Ordine degli Umiliati, come sulla fede dell’epitaffio sono andati ripetendo quanti han parlato di lui, perchè s’è fatto costrurre il sepolcro nella chiesa dei Francescani, mentre a Milano, la città classica degli Umiliati, eran di quest’Ordine cospicui conventi? La monca espressione «tertii Ordinis» di Galvano Fiamma, che ricorre tal quale nel testamento, non potrebbe riferirsi come espressione antonomastica al terz’Ordine di S. Francesco che era in auge a quei tempi mentre quello degli Umiliati andava declinando? E meritano fede assoluta le due cronache riferite dal Tiraboschi dove esplicitamente lo si dice degli Umiliati, cronache posteriori a Bonvesino di quasi due secoli, quando ad esse si possono contrapporne due altre, sia pur di minore autorità, conservate nelle biblioteche Trivulziana e Ambrosiana di Milano, dove è detto del terz’ordine fratrum minorum? Non si può dare una risposta decisiva escludendo senz’altro che agli Umi-