Pagina:Bonvesin de la Riva - Meraviglie di Milano.djvu/8

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del duomo affinchè facessero dire una messa in pro dell’anima sua sull’altare della Vergine.

Prescriveva infine che il suo corpo fosse sepolto nel monumento da lui stesso fatto erigere nella casa dei franti minori ai quali assegnava quindici lire per le spese de’ suoi funerali.

Nel primo testamento Bonvesino ricorda un fitto pagatogli dai frati dell’ospedale di S. S. Erasmo in Legnano, parte in denaro, cinque lire di terzoli, parte in natura, due staia di noci, tre carri di vino e qualche altra cosa, e lo assegna alla consorte Floramonte finchè viva, riservando solo un carro di vino ai frati a compenso d’una messa settimanale da dirsi per l’anima della sua prima consorte Benghedisia; nel secondo questo fitto appare consolidato in cento soldi di terzoli e lo si lascia a quei frati perchè dicano una messa settimanale a suffragio dell’anima del testatore, colla riserva che, non osservandosi quest’obbligo, il fitto passi alla Colombetta.

Qui taluno domanderà: come mai, avendo fondato quell’ospedale di Legnano, Bonvesino lo esclude dai suoi lasciti e neppur gli condona senza condizioni il fitto di cui era creditore? Già il Tiraboschi aveva espresso il dubbio che quell’ospedale potesse essere stato fondato da lui, avendone trovato menzione in documenti anteriori;