Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/108

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Un pensiero al nostro avvenire, ma un pensiero anche ai nostri consoci, agli italiani ferventi, agli italiani dell’Italia già redenta e dell’Italia che va redimendosi, un pensiero a coloro che caddero gloriosamente per la causa italiana. Un pensiero che ci faccia più che mai affermare nella loro memoria e quasi colla visione o del loro sangue o dei loro supplizi, che non ci fermeremo fino alla completa, giusta e riparatrice vendetta. (Benissimo, applausi vivissimi e prolungati).

Tutta questa opera deve affermarsi mantenendo sempre più salda la concordia nazionale, e di questa concordia fu specchio ed esempio sempre la «Dante» nostra che tutti i partiti, che tutte le fedi, ha stretto insieme nel culto dell’italianità.

Colla forza della concordia nazionale e nel nome d’Italia indubbiamente vinceremo, e la Dante in quella vittoria sentirà che un raggio di quella nuova luce che risplenderà sull’Italia nostra, alla nostra Dante appartiene. (Vivissimi prolungati applausi ed acclamazioni).