Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/128

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Allora rifulgerà la pace della vittoria e della giustizia, la sola pace che si possa in questa Roma invocare (Applausi). Allora sarà compiuta l’impresa nazionale cominciata dai padri nostri, allora s’apriranno per i nostri figli i secoli nuovi. Saranno secoli di luce intellettuale, di prosperità, di alta dignità civile per l’Italia, alla quale si rivelano oggi i nuovi destini mercè il valore delle armi, la sapienza del Parlamento e il volere di tutta la Nazione. (Vivissimi generali e prolungati applausi).


* * *


Prima di iniziare la discussione furono commemorati, in quella seduta Cesare Battisti, Nazario Sauro e gli altri italiani irredenti che erano caduti vittime della barbarie austriaca.

Parlarono gli Onor. Barzilai, Camera, Turati, Orlando Salvatore e Magliano. Prese da ultimo la parola l’Onor. Boselli:


BOSELLI, presidente del Consiglio. Non aggiungo molte parole dopo gli eloquenti discorsi coi quali fu esaltata la memoria dei martiri, che, ai giorni nostri, hanno proseguita od esaltata la tradizione dei più gloriosi martiri italiani.

La commozione che questa Camera provò, ed ammirando con fervore l’opera loro ed esecrando con orrore l’opera di quella tirannide, che così iniquamente li ha estinti, è più eloquente, in sè stessa, di ogni discorso.

L’eco dell’odierna seduta risuonerà nel paese come un nuovo grido di guerra nazionale, come un nuovo giuramento di immancabile vittoria. (Applausi).

E inchinandomi io alla memoria radiosa di Cesare Battisti, impersono in lui tutti coloro che per tanti anni, nei Parlamenti, nelle Diete e nelle Assemblee di ogni