Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/137

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approvazioni — Tutta la Camera si leva in piedi — Vivissimi reiterati generali applausi).

La mozione fu poi sviluppata dall’on. Turati, combattuta dall’on. Marchesano, sostenuta dall’on. Treves, ed avendo il Presidente del Consiglio proposto che essa fosse rinviata a sei mesi, si chiese, su tale proposta la votazione nominale, la quale dette il seguente risultato:
Presenti votanti . . . . . . . . . . . . . . 341
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . . 171
Risposero: Sì . . . . . . . . . . . . . . 294
Risposero: No . . . . . . . . . . . . . . 47


* * *


(Mozione per il Comitato Segreto).

Nella stessa seduta fu pure presentata una mozione firmata dall’on. Cappa e da parecchi altri deputati appartenenti ai vari settori della Camera con la quale si chiedeva che la Camera fosse convocata in Comitato segreto per discutere sulle comunicazioni del Governo.

Su questa mozione il presidente del Consiglio, on. Boselli fece la dichiarazione seguente:

BOSELLI, presidente del Consiglio. Il Governo sa che la mozione testé letta dal nostro Presidente è inspirata dai più vivi e sinceri sensi di patriottismo e di interesse alla pubblica cosa: ma il Governo prega i proponenti, i quali nella loro quasi unanimità gli hanno fin qui concesso la propria fiducia, di volergliela riconfermare non insistendo nella loro proposta.

Essa è certo pienamente costituzionale, sullo Statuto essa si appoggia, ma nella nostra storia parlamentare ebbe così rara applicazione, che potrebbe far nascere nel paese il pensiero che l’Italia si trovi in circostanze così eccezionali da dovere adottare un’eccezionale forma di discussione e di deliberazione.