Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/136

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Non deve dunque uscire da questa Camera voto alcuno che possa svigorire in qualsiasi modo l’energia del paese, e pensiamo che il mantenere ardente, più che mai ed efficace questa energia significa affrettare la vittoria, (Bravo!) il che vai quanto dire affrettare la pace. (Vive approvazioni — Applausi).

Perchè la pace non può consistere in un voto che sgorghi dalle anime nostre e corrisponda ai migliori nostri ideali, ma deve essere un fatto che tragga origine dalla vittoria delle armi (Bene!) da quella vittoria che conduca non ad una pace passeggera, ma a una pace duratura, a quella pace, che assicuri all’Italia la rivendicazione di tutte le sue terre e del suo mare, e che non è un sogno, non è poesia, ma. una realtà necessaria della nostra storia e della nostra esistenza politica. (Vive approvazioni).

La quale pace per essere duratura dovrà sostituire all’antico equilibrio dei trattati, instabili per quanto famosi, l’equilibrio che unico può dare al mondo la stabilità della giustizia e della civiltà, sul diritto delle nazionalità.

E questa pace se, com’è a sperare, la storia umana non abbia sempre a continuare con le stesse tristizie e con le stesse violenze, non deve essere la pace di un giorno ma quella dei secoli nuovi.

Non possiamo perciò votare oggi per la pace, ma neppure contro la pace. (Bravo! Benissimo!)

Il voto che emergerà da questa Camera dovrà significare il sospiro di tutti perchè con la vittoria, ma solo con o dopo la vittoria, si giunga a quella pace che è il più grande beneficio della umana civiltà. (Vivissime