Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/165

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sospetti e discordie tra noi e i nostri alleati (Approvazioni); quelle con le quali si fa sperare prematuramente una pace, che tutti vogliamo, sì, ma il cui avvento, lo ha scritto testè l’onorevole deputato Treves, non può dipendere dall’azione singolare di ciascuno Stato belligerante e di ciascun Parlamento, ma dipende dalla vittoria. E per affrettare l’ora della vittoria conviene non solamente rafforzare le armi, ma difendere lo spirito pubblico e l’animo del paese contro tutte le insidie che malvagiamente si accampano contro di esso. (Applausi vivissimi).

Sì, onorevole Macchi, si devono suscitare tutte le energie, sia colla propaganda, che tenga alti gli spiriti, sia coll’assistenza civile, che tenga forti i sentimenti, sia con tutta la politica del nostro paese, che deve essere, sempre e dovunque occorra, pari ai destini dell’Italia presente e dell’Italia avvenire: si devono suscitare tutte le energie, le quali valgano ad intensificare il lavoro nazionale; e, oggi più che mai, tutte le energie che diano ai nostri uomini dell’Italia marittima il coraggio e la perseveranza per incontrare i pericoli inauditi onde i nostri nemici hanno ferocemente, barbaramente seminato i mari. (Benissimo!).

Ed è, onorevole Marchesano, ed è unanime la fede nei destini della patria, di quella patria, onorevole Prampolini, che non è una ideologia, ma è una realtà vivente di tutto l’essere nostro: di quella patria che è la voce della nostra storia, che fu la visione dei nostri genii più grandi, che fu la gloria dei martiri del nostro Risorgimento; di quella patria che, come una dea invisibile ma possente, parlava nel cuore di quelle donne