Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/167

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nità e gravità che ogni reticenza sarebbe colpevole. Assuma ciascuno la propria responsabilità. Io prego tutti i deputati, e vorrei che la mia voce giungesse anche a quelli che non sono in quest’aula, io prego tutti i deputati di prender parte al voto.

Dal canto mio posso assicurare che il Ministero nazionale si mantenne e si mantiene fedele alle sue origini.

Noi, venuti da diversi partiti, ci siamo uniti per la guerra e per la vittoria della patria nostra.

In questa unione e per tutto ciò che riguarda questi fini patriottici, ci siamo trovati e ci troviamo in continua e piena corrispondenza di idee e di opere, in piena ed intima concordia di pensieri e di provvedimenti. (Benissimo!).

Noi siamo sorti per la guerra e abbiamo fatto ogni opera nostra per intensificare la guerra: così intensificando la produzione, nei limiti del possibile, delle munizioni: così chiedendo nuovi e gravi sacrifici a tanti dei nostri concittadini, con il chiamare parecchie classi alle armi, tanto dei più anziani quanto dei più giovani; così, infine, apprestando quelle difese, delle quali parlava l’altro giorno l’onorevole ministro della guerra e che debbono dare al paese nostro la maggiore garanzia di vittoria. (Vive approvazioni).

Se questa fiducia non ci concederete, e verranno qui uomini i quali, meglio di noi, possano corrispondere ai doveri verso la patria italiana; taluni di noi, che anelano di tornare alle trincee, seguiranno il consiglio che dava ieri ad essi l’onorevole Giacomo Ferri. (Si ride).

Tutti noi proseguiremo l’opera della propagazione. (Commenti — Ilarità).