Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/205

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ripresenta concorde di pensieri e di opere rivolte tutte ai fini supremi della nostra grande impresa nazionale.

È la nostra, o signori, la concordia voluta dal Paese, sempre più mirabile per la sua virtù di resistenza e per le sue opere civili: la concordia invocata dai nostri prodi combattenti che ci ammoniscono a non ascoltare se non la voce sovrana della Patria; la concordia imposta dalla gravità di questa ora formidabile della storia del mondo, di cui nuove pagine ci si svolgono innanzi ad ogni istante, dalla rivoluzione, che trasforma la Russia, all’impeto di simpatia e solidarietà per la causa degli Alleati, che scosse la più grande Democrazia del mondo e parla così alto nei messaggi del presidente Wilson.

Delle conseguenze, che ne sono derivate per la nostra azione internazionale vi intratterrà, tra poco, il ministro degli affari esteri. (Commenti).

Fra tanto incalzare di eventi un nuovo splendore di gloria all’Italia nostra seppe testé aggiungere il nostro esercito incomparabile, allorché - pugnando contro le tanto addensate forze dei nemici - esso ne ebbe piena ragione; onde apparve al mondo, in quell’ora vittoriosa, come il campione della causa della libertà e della giustizia. Per virtù sua - dopo secoli - il nome italiano si elevò nella ammirazione dei popoli, quale uno dei fattori essenziali della politica e della storia mondiale.

Magnanimo compito che pone a durissimo cimento il suo valore, e altre prove ancora di fermezza e di abnegazione richiederà e dall’esercito e dal Paese.

Onde ognora più pronte, più ferme, più concordi hanno da essere le risoluzioni nostre, a sempre più valido concorso con gli Alleati nostri, e a disinganno dei nemici,