Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/21

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CAPITOLO I.


Il Deputato Boselli e la Guerra


Non rientra nel compito di modeste note illustrative l’esposizione di quell’intreccio di avvenimenti, di quell’insieme di ragioni, di quel complesso di sentimenti che determinarono l’Italia a prendere il suo posto nella guerra mondiale.

Ci limitiamo perciò a notare soltanto i dati di fatto degli eventi grandiosi e mirabili ai quali si riconnette il periodo più fulgido della vita politica di Paolo Boselli.

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Siamo nel Maggio 1915.

Volontà di popolo, sapienza di Governo, necessità di cose indussero il Gabinetto Salandra a denunziare il 4 maggio il trattato della triplice alleanza.

Gli avvenimenti precipitarono. La dichiarazione di guerra all’Austria appariva, ogni giorno di più, fatale e prossima.

Nella ripresa dei lavori parlamentari, il 20 maggio 1915, il Presidente del Consiglio, On. Salandra, nelle brevi, incisive comunicazioni del Governo presentava alla Camera dei Deputati un disegno di legge per il conferimento al Governo del Re di poteri straordinari in caso di guerra.

Egli chiedeva che il disegno di legge fosse deferito all’esame di una Commissione da nominarsi dal Presidente della Camera e che la Commissione si radunasse e riferisse in quello stesso giorno.

Il Presidente della Camera On. Marcora, dopo che la Camera ebbe approvato la proposta del Presidente del Consiglio, annunziò che la Commissione era composta di 18 membri e cioè degli On. Boselli, Luigi Luzzatti, Guido Baccelli, Coccu-Ortu, Compans, Camillo Finocchiaro-Aprile, Guicciardini, Barzilai, Bettolo, Pantano, Aguglia, Leonardo Bianchi, Credaro, Dari, Turati, Arlotta, Bissolati e Meda.