Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/220

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PRESIDENTE. Come la Camera ha udito, l’onorevole Presidente del Consiglio ha concluso le sue dichiarazioni accettando l’ordine del giorno firmato dagli onorevoli Baccelli, Dari e Pala. Ne do nuovamente lettura;

«La Camera, udite le dichiarazioni del Governo, passa all’ordine del giorno».

Su questo ordine del giorno l’onorevole Presidente del Consiglio ha dichiarato che il Governo pone la questione di fiducia.

Gli altri ordini del giorno furono ritirati e la votazione nominale diede i risultati seguenti:

Votanti 
424
Risposero: Si 
361
Risposero: No 
63

Con questa larga votazione di fiducia la posizione del Ministero Nazionale usciva rafforzata dalla discussione segreta e subito un senso di maggiore calma e fiducia si diffondeva nel Paese.

Nelle sedute successive la Camera discusse ampiamente e poi approvò, con forte votazione, un progetto di legge che era stato già approvato dal Senato con alcune modificazioni, sulla protezione ed assistenza degli orfani di guerra.

Nella seduta del 6 luglio 1917 cominciò la discussione sul progetto di legge con cui il Governo chiedeva di essere autorizzato all’esercizio provvisorio dei bilanci per i mesi di luglio, agosto, settembre e ottobre 1917.

La discussione terminò il giorno 12. Al principio della seduta l’On. Chiesa esaltò le recenti mirabili vittorie che in quei giorni erano state riportate dall’esercito russo, dopo un periodo di sosta che aveva destato in tutta Europa grandi preoccupazioni.

Per consegnare qui il ricordo delle impressioni di quel momento importante riportiamo le parole che l’On. Boselli pronunziò per associarsi a quelle dell’On. Chiesa.

BOSELLI, presidente del Consiglio. Io non ho mai dubitato che la democrazia russa sarebbe stata degna di quel grande paese e delle aspirazioni della civiltà moderna. Se vi furono istanti in cui pareva che vacillasse