Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/228

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
208

ha acquistato nel mondo una gloria nuova, onde tutta si è rialzata l’anima nazionale, l’anima nazionale che è aperta ai grandi ideali della democrazia e della libertà, ma che li congiunge indissolubilmente, onorevole Treves, col sentimento della patria, perchè dove non è patria, non è democrazia e non è libertà! (Vivissimi applausi).

Io non seguirò l’onorevole Treves nelle critiche, che ancora una volta ha rinnovato circa la composizione del Ministero nazionale. Già altra volta io ne sostenni il concetto, già ne spiegai i motivi e l’eccezionale funzione politica, bellica e di pubblica concordia.

In tutta verità posso affermare che Topera del Ministero nazionale si mantenne sempre, sostanzialmente, per la guerra, per la Patria e per la vittoria, si man- tenne sempre, sostanzialmente, ferma, concorde nel pensiero e nel volere e unita nelle opere.

È vero che per operare noi insieme consultiamo, onorevole Treves; ma per operare senza consultare bisognerebbe abolire i governi liberi, le assemblee ei Ministeri, e bisognerebbe creare quelle dittature militari che ella teme, onorevole Treves, e che non sorgeranno mai nel nostro paese! (Vivi e prolungati generali applausi) perchè nessuno le tenta, nessuno le vuole, e nessuno le tollererebbe! (Applausi vivissimi da tutti i banchi).

Nè io posso accompagnare l’onorevole Treves il cui discorso ho seguito con piacere intellettuale se non con animo lieto di politico consenso, io non posso accompagnarlo nelle sue peregrinazioni.

Ma questo io so e affermo: che la politica estera dell’Italia è una politica che procede senza eccessi, ma ferma e forte (Benissimo!) e che senza eccessi, ma ferma