Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/23

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Ne sono palesi le ragioni, ben giustificati i provvedimenti, ed esso concerne quanto occorra in caso di guerra e durante la guerra per i supremi intenti della difesa del paese, per i bisogni urgenti e straordinari dell’economia nazionale e anche, con ogni mezzo necessario e straordinario, per la vita finanziaria dello Stato.

Così questo disegno di legge viene suggellando efficacemente l’opera del Governo, cui fu consiglio la voce della patria, cui fu scorta il sentimento della dignità nazionale. (Vivissimi e prolungati applausi).

In quest’ora fatidica, che ci stringe in un proposito solo, ardente e forte, il vostro voto, onorevoli colleghi, sarà nuova affermazione, incomparabilmente solenne, della fede, invincibile e sicura, nel diritto e nelle glorie, della patria. (Vivissimi applausi).

Di qui muoverà oggi il grido della concordia (Benissimo!) vittoriosa in nome dell’Italia e del Re; e il paese seguirà questo grido, e quando per tutte le terre della Patria si darà ai venti la bandiera «Italia e Vittorio Emanuele», (Vivissime approvazioni) tutto il popolo italiano avrà un solo volere e un solo cuore. (Applausi).

Troppo lungamente al dolore delle genti italiane, divelte dall’Italia per le usurpazioni della forza e per lo strazio delle nazionalità (Vivissimi, entusiastici applausi — La Camera, sorgendo in piedi, grida: Viva Trento e Trieste! Viva l’Italia! Viva il Belgio!), al dolore di quella gente supremamente italiana per i decreti della natura, per la perpetuità della lingua, per il genio del pensiero, per i vincoli della storia, (Applausi) troppo lungamente rispondemmo colla parola delle speranze: e tempo è ormai di rispondere colla promessa della libe-

2 — Discorsi di guerra

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