Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/24

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razione. (Vivissimi, prolungati, entusiastici applausi — Grida rinnovate di: Viva l’Italia!).

Sarà gloria di questa Camera, la prima eletta dal suffragio popolarmente esteso, l’aver voluto, coll’entusiasmo e colla sapienza degli ardimenti patriottici, il compimento dei destini nazionali e la difesa del diritto di nazionalità. (Applausi).

Felice la gioventù italiana risorta alle fervide idealità! (Bravo!) E noi vecchi benediciamo Iddio nella commozione di questi giorni, che così potentemente richiamano i giorni di Solferino, di Calafatimi e di Bezzecca (Applausi), e a noi pare che tornino in quest’Aula gli spiriti grandi dei fattori della redenzione e dell’unità nazionale a salutare con noi i tanto invocati e sospirati eventi. (Vive approvazioni).

È ventura nostra affidare le nostre deliberazioni ai soldati italiani (Vivissimi, prolungati applausi - Grida di: Viva l’esercito!), che sentono l’impazienza dei valorosi e la cui virtù agguaglia ogni cimento; affidare le nostre deliberazioni ai marinai italiani, (Vivissimi, prolungati applausi - grida reiterate di: Viva l’Armata!) più forti delle fortissime navi, i quali anelano di dimostrare come nelle pieghe del vessillo tricolore rifulga ancora e sempre la insegna vittoriosa di San Marco e di San Giorgio. (Applausi).

L’esercito e l’armata guardano al Re (Applausi) e ne traggono esempio di coraggio sereno, saldo, degno della sua stirpe, esempio di patriottismo italiano temperato al genio dei tempi e al sentimento della nazione. (Vivissimi, reiterati applausi — Ministri e deputati sorgono in piedi al grido di: Viva il Re!).