Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/25

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L’esercito e l’armata mirano al Campidoglio fulgente, mirano a Roma, nata a tutte le missioni della civiltà, a Roma, dove dall’epopea sempre viva del Gianicolo alle tombe sempre ispiratrici del Pantheon risplende ed arde la fiamma sacra ed immortale della italianità, auspicatrice di secoli nuovi per tutte le genti civili.

Viva il Re! Viva l’Italia!

(Vivissimi, entusiastici, reiterati applausi. — La Camera, sorgendo in piedi grida ripetutamente: Viva il Re! Viva l’Italia! — Quando l’onorevole presidente della Commissione lascia la tribuna è di nuovo calorosamente applaudito).

Molte voci. Chiediamo l’affissione di questa relazione in tutti i Comuni. (Approvazioni - Commenti).

PRESIDENTE. Come la Camera sa, non vige presso di noi disposizione di legge o di regolamento, che permetta l’affissione obbligatoria di discorsi pronunziati nel Parlamento. Tuttavia farò eccezionalmente tutto quanto mi sarà possibile perchè il desiderio manifestato dai colleghi sia soddisfatto. (Benissimo ).


Iniziata la discussione parlarono, nella memorabile seduta, gli Onorevoli Barzilai, Turati, Ciccotti.

Dopo di che si procedette alla votazione segreta, alla quale in via eccezionale volle prendere parte anche il presidente On. Marcora e si ebbe il seguente risultato:

Presenti 482
Votanti 481
Maggioranza 241
Voti favorevoli 407
Voti contrari 74
Astenuti 1

La Camera fu riconvocata a domicilio ed il Governo, forte del consenso del paese e del Parlamento, dichiarava all’Austria-Ungheria quella guerra che, iniziata il 24 maggio 1915, era diretta a riaffermare il diritto della gente italica ad essere sé stessa anche in quelle regioni sulle quali gravava da secoli la mano rapace e crudele di un ostinato e truce nemico.