Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/237

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Per comprendere bene la portata di questo discorso è necessario avvertire che l’On. Sinibaldi aveva trasportato nella discussione una interpellanza già da lui presentata al Presidente del Consiglio sugli intendimenti del Governo intorno alla proposta dell’espropriazione della terra e del sottosuolo che era stata votata in un recente convegno.

L’On. Sinibaldi alludeva ad una proposta fatta dal Deputato On. Drago e che aveva sollevato un certo rumore.

L’On. Sinibaldi svolse, come risulta dal resoconto sommario, i seguenti concetti:

La questione agraria in Italia è posta: se il governo non ne prepara la soluzione, questa si imporrà da se stessa. Da una parte vi sono i sostenitori della espropriazione, della collettività proprietaria e lavoratrice, dei grandi monopoli di Stato.

Dall’altra si reagisce, invocando il diritto di proprietà e non dissimulando il timore delle più gravi manifestazioni collettivistiche.

Porre il problema agrario con la formula: “la terra ai contadini „ é porlo in un modo unilaterale: perchè il problema agrario non è di destinazione della ricchezza, ma di produzione.

La soluzione del problema agrario è diametralmente opposta alla soluzione comunista. Non si devono espropriare i proprietari attuali che conoscono i loro doveri sociali, ma si deve favorire in tutti i modi la creazione della piccola e della media proprietà.

Vada pure la terra agli agricoltori: ma vada la terra dei comuni e dei proprietari che non coltivano o non coltivano sufficientemente. Nostro intento deve essere di creare nuovi operai laboriosi e produttivi.

Ben pochi fondano oggi il diritto di proprietà su formule arcaiche ed astratte in contrasto col diritto della collettività.

Intanto il diritto di proprietà ha ragione di essere, in quanto merita la tutela dello Stato.

L’Onorevole Boselli così rispose:

BOSELLI, presidente del Consiglio (segni di attenzione). Ringrazio l’onorevole Sinibaldi, perchè ha trasmutato la sua interpellanza nella proposta, che si trova ora davanti al Senato. Così ci sarà più facile discutere dell’argomento, che in questo istante ci occupa.

Io non so se potrò seguire a parte a parte tutto il suo discorso, il quale, pur breve nella sua durata, è però molto denso di idee; e di quelle idee, che, recate ad effetto, potrebbero avere conseguenze molto rilevanti.