Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/31

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le terre involate, si combatte per la dignità civile e politica dell’Italia nei mondo (Bene!).

La virtù latina passa dal dominio della tradizione classica alla testimonianza di luminosi eventi. La civiltà umana sente che colla nuova Italia, è sorto un nuovo presidio e una nuova forza di idee e di volere, sacrata ad ogni giusta rivendicazione nazionale. L’Italia è superba dei suoi figli: il cuore della Nazione si eleva, e una nuova storia comincia (Vive approvazioni!).

Sia piena la letizia dei forti e fortunata ogni impresa. Onore a chi cadde, a chi cade recando in campo il grido liberatore delle Alpi, delle pianure, dei mari italiani! Onore di domestica gloria e di domestico cordoglio a coloro che, a prezzo del loro sangue, rinnovarono gli ardimenti del Piemonte guerriero! Nei desolati focolari, nelle ore in cui piangono le madri e le spose, irraggia l’immagine della Patria riconoscente e si propaga l’inno che suona immortale sulla tomba degli eroi (Benissimo!).

L’anima di Re Umberto, aleggiando sui futuri destini, esulta tra quelle dei valorosi morti per la grandezza della Patria ed esultano, intorno ad essa, le anime tutte dei martiri e dei combattenti che salendo i patiboli, morendo a Bezzecca, invocarono la liberazione che oggi si compie.

Da questa fatidica città che udì il grido di Carlo Emanuele I, donde due Re mossero alla riscossa contro l’oppressore straniero, l’animo nostro segue Vittorio Emanuele III col sentimento delle invitte tradizioni Sabaude, coll’ardore del sentimento italiano.