Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/32

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Il Re, sempre popolarmente ispirato, saldo e sapiente custode delle pubbliche libertà, auspice dei rinnovamenti sociali, è oggi mirabilmente valoroso fra le schiere dei valorosi, è oggi l’assertore sovrano, l’esempio incitatore alle magnanime gesta. (Prolungati applausi).

* * *

Una altra occasiona, nella quale l’On. Boselli fece sentire la sua voce durante il Ministero Salandra, si ebbe nella ripresa dei lavori parlamentari, nel dicembre 1915.

La Camera dei Deputati, dopo aver conferito al Governo i chiesti poteri straordinari in caso di guerra, aveva preso le vacanze.

Come è noto, la guerra all’Austria fu iniziata quattro giorni dopo e fu condotta dai nostri duci e soldati in modo mirabile, tanto che la lotta fu subito portata fuori dei confini della Patria.

La Camera riprese i suoi lavori il 1° dicembre 1915. In quella seduta l’On. Sennino, Ministro degli Affari Esteri, fece importanti dichiarazioni nelle quali annunziò che il 20 agosto avevamo dichiarato la guerra alla Turchia; che avevamo dichiarato guerra alla Bulgaria; che avevamo aderito al patto di Londra.

Nella seduta successiva si iniziò la discussione sulle comunicazioni del Governo. Vi presero parte gli On.li Pantano, Roi, Orlando S., Treves, Micheli, Lucci, Raimondo, Bianchi L., Colajanni, Calisse e Luzzatti.

A tutti rispose, nella seduta del 4 dicembre l’On. Salandra, Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno, che pronunziò un lungo ed elevato discorso.

Dopo di che si passò allo svolgimento degli ordini del giorno.

Tra essi ebbe importanza quello dell’On. Ciceotti così concepito:

«La Camera: udite le dichiarazioni del Governo; facendo eco al nobile sentimento pel quale il Paese non conta i sacrifici dell’arduo conflitto ed elimina ogni dissenso nell’azione; deliberata a secondare ogni idoneo sforzo pel trionfo delle più elevate ragioni di giustizia internazionale e delle più legittime aspirazioni nazionali; passa all’ordine del giorno.

L’On. Ciceotti lo svolse brevemente ma con ispirate parole.

Dopo lo svolgimento dell’ordine del giorno dell’On. Labriola si passò all’ordine del giorno presentato dall On. Boselli così concepito:

«La Ca ra approva la politica del Governo e passa, all’ordine del giorno».

L’On. Boselli pronunziò allora il seguente, incisivo, nobile discorso.