Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/36

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mente si adempia ogni voto del Vostro alto pensiero, del Vostro animo generoso.

La Nazione risorta ai patriottici cimenti, con rinnovato entusiasmo, con rinnovata fede Vi ammira, Vi intende e Vi segue.

Alle forti e serene prove del Vostro coraggio, alla Vostra parola militarmente animatrice s’ispirano i meravigliosi soldati: essi muovono da ogni terra d’Italia, sono d’ogni ceto, di ogni parte politica, hanno aspirazioni sociali diverse, ma tutti attestano con un medesimo cuore le gagliarde virtù della nostra gente, tutti fanno manifesta l’unità della coscienza nazionale.

A Voi guarda intrepidamente l’armata che, vigile contro le barbariche insidie, invoca il grido delle maggiori battaglie.

Nelle insigni città come nelle umili ville s’appresta ogni conforto, si afforza ogni consenso alla magnanima riscossa: al cader d’ogni eroe sorge dalla commozione del dolore sempre più acceso il proposito delle rivendicazioni sublimi: non v’è letto di prodi feriti cui non soccorra provvidamente e non sorrida consolatrice una santa e gentile pietà: tutto il popolo italiano incontra e incontrerà vigorosamente i sacrifìci di ogni maniera e d’ogni acerbità che siano necessari al compimento del riscatto nazionale e dell’impresa di civiltà alla quale l’Italia è fermamente congiunta; — e da Voi, Sire, una nuova storia per l’Italia tutta comincia.

Questa nuova storia, che Dante presagì disegnando i confini d’Italia e alla quale Garibaldi coi suoi vittoriosi campioni diede il proemio immortale, Voi l’avete, o Sire, studiosamente pensata, Voi l’avete voluta con animo cal-