Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/56

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che amano la patria e che seguono da buoni italiani le aspirazioni di questo amore: ma che si devono combattere tutti coloro che male desiderano rispetto ai diritti, alle libertà, alla gloria, alla vittoria della patria nostra, dentro e fuori d’Italia. Ed io assicuro la Camera che, nonostante la mia indole mite e la mia mite età (Ilarità), se venissero giorni nei quali questa mitezza si dovesse cambiare in tutte le forme del vigore troverei nel mio sentimento e nelle mie idealità tale vigore da scordarmi di essere stato un uomo mite. (Bravo! — Applausi).

Io ho fiducia, onorevole Zibordi, che non vedrò mai sorgere quelle barricate delle quali ella ci ha parlato. Le barricate contro i nemici, e speriamo non ne occorrano mai più, si: e Milano insegnò, nel 1848, e quelle barricate furono gloriose. Ma le barricate tra cittadini e cittadini, mai più. (Approvazioni). Perchè può essere certo l’onorevole Zibordi che non solo questo Governo, ma qualunque Governo sarà a questi banchi non dimenticherà i doveri verso le classi lavoratrici delle città e delle campagne. (Approvazioni — Applausi).

E noi questo dovere adempiremo nel modo più pronto, più equo, più valido che ci sia concesso di fare. Poichè scopo nostro supremo è la pacificazione, la concordia sociale in tutte le sue forme (Vive approvazioni), la pacificazione e la concordia sociale che è la prima vittoria entro i confini della patria, per assicurare la vittoria su le orde nemiche. (Vive approvazioni — Applausi).

Se la Camera consente nei pensieri da me esposti, che rappresentano i propositi del Ministero, ci suffraghi o ci conforti col suo voto pieno, aperto, sincero, sicuro voto di fiducia.