Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/87

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Il 18 di detto mese ebbe luogo a Torino la consegua delle medaglie al valore militare. Vi intervenne il Presidente del Consiglio che pronunziò queste parole:


Prodi soldati!

Io sono grato al Generale della divisione, il quale mi invitò a distribuire io stesso le medaglie che onorano così la memoria dei caduti e vorrebbero tergere le lacrime delle loro famiglie colla voce della gloria, come onorano voi che altri allori aggiungerete al decoro vostro e della Patria.

Io son lieto perchè in questo momento rammento di rappresentare il Governo d’Italia, e, mentre onoro voi, vorrei poter onorare ugualmente tutto l’esercito e la patria nostra.

Il Governo d’Italia sente che in questo momento tutta la patria palpita, opera, vive, e deve essere amata nel suo esercito. Tutti noi, che governiamo, tutti voi che combattete, il popolo tutto deve oggi pensare e volere una sola cosa: la vittoria italiana, la vittoria per la civiltà.

E questa vittoria voi soli la potete dare e la darete. La vollero dare i valorosi che voi piangete e voi insegnerete ai vostri figli di amare, insieme con la loro memoria, la patria nostra, perchè l’Italia deve essere felice, potente nel lavoro, nella libertà e nell’indipendenza.

Il Governo, che si dice della concordia, non è che lo specchio di ciò che è l’esercito, che è la più grande manifestazione della concordia nazionale. Il governo sente

6 - Discorsi di guerra.