Pagina:Boselli - Discorsi di guerra, 1917.djvu/90

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avvenuto nella mattinata del 27, pronunziò un memorabile discorso in cui espresse la venerazione sua e del popolo italiano per il grande penalista «che tutta Italia onora».

L’Amministrazione comunale di Napoli colse l’occasione della presenza del Capo del Governo in quella città, per dare in suo onore un ricevimento in Municipio, Esso ebbe luogo la sera del detto giorno 27 coll intervento di tutte le notabilità di quella grande e nobile città verso la quale l’On. Boselli aveva sempre manifestato le più vive simpatie.

Queste simpatie egli riconfermò, nel rispondere, al saluto del Sindaco di quella città, Duca prof. Del Pezzo, con le seguenti parole:


Io venni qui oggi con un sentimento, con un intento di dolore. Nè avrei mai immaginato che la mia parola potesse risuonare altrove che in quell’aula in cui il popolo napoletano ed il pensiero d’Italia s’inchinavano ad onorare uno dei più insigni cittadini italiani.

Il Sindaco di Napoli vi ha qui riunito: io non oso dire che questa sorpresa rompa il mio programma: ma questa sorpresa io la ricongiungo nel mio pensiero allo istesso motivo, per il quale oggi sono qui tra voi, e rispondendo al saluto che con cuore napoletano mi manda il sindaco di Napoli, io rispondo con cuore napoletano, perchè ogni volta che io venni in questa città, per una misteriosa simpatia di pensieri e di affetti, io mi son sentito come domesticamente legato con tutti voi.

Seguo il motivo doloroso della mia visita: sì, non ho rimorsi dinanzi allo spirito di Enrico Pessina, se oggi sono qui a parlare in mezzo a voi, non ho rimorsi, perchè mentre la sua salma scende nel sepolcro, a me pare di veder rivivere il suo spirito, in mezzo a noi, ed a me pare di parlarvi in nome suo, per dire a Napoli che continui nella via nella quale sinora ha proceduto.

É ancora di Pessina che io parlo, volgendomi al patriottismo di Napoli; è ancora sempre di Pessina che