Pagina:Cagna - Alpinisti ciabattoni.djvu/46

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E ricominciarono la salita.

La strada era battuta da contadini, uomini, donnicciole e ragazzi, attruppati in un mucchio. Venivano in pellegrinaggio avendo fatto Dio sa quanto cammino a piedi, per visitare il Santuario.

Si inerpicavano su, sfiaccolati, disfatti, divagati, con passo armentale, strascinando gli zoccoli e gli scarponi sull’acciottolato.

Le donne avevano la cesta sotto il braccio con le provvigioni, e andavano su barellando, a spintoni come una truppa di oche disperse. Cinguettavano e ridevano le giovani: le più attempate badavano alla strada e biascicavano Ave Marie. Gli uomini più innanzi, scamiciati, con la giacca sul braccio, scoperto il petto abbronzato dal sole.

Sor Gaudenzio ne interrogò uno.

Erano gente della pianura, e già tornavano da Varallo: si erano messi in marcia di là a mezzanotte, passando la Colma e scendendo giù a Pella. Dopo la visita del Santuario e un po’ di riposo, si sarebbero rimessi in viaggio marciando tutta la notte per arrivare l’indomani al loro paese. — Erano tutti di una sola combricola.

Quelle due chiacchiere portarono via un pezzo di strada. I Gibella e lo strupo dei contadini arri-