Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/102

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conservarti alla mia tenerezza, e di tenermi sempre viva nella tua memoria come tu lo sei nella mia.

«Da alcuni giorni il signor Paolo viene in nostra casa. — È un’amenissimo e garbato giovane, mi piace assai; e come non mi piacerebbe un tuo amico che mi parla spesso di te? Egli ti ama molto, e mi promise di scriverti per invitarti a venirci a trovare.

«Questo caro signor Paolo è diventato ormai di casa, ed è per me gran ventura. — Io sono certa che tu verrai presto a vedermi, e ricordati che io vivo di questo desiderio.

«Non t’incarico de’ miei saluti per la cugina Letizia, perchè non si deve sapere che io ti abbia scritto; neanche mamma lo sa, e davvero ne ho qualche rimorso. Ma se si tratta di far del bene a te, ho la forza di superare ogni scrupolo, purchè io riesca a persuaderti che il mio cuore è tuo, che la memoria di te non si cancellerà mai da quest’anima. — Addio mio Ermanno! Io prego ardentemente il cielo affinchè vengano dispersi i dubbi crudeli del tuo cuore, e spero che ti verrà finalmente concessa quella fede che forma l’unica gioia della tua.

Laura»