Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/109

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lei, di respirare l’aria istessa; il pensiero che era possibile anche incontrarla per via, gli cagionavano grande emozione.

— Ecco la mia casa, sclamò Paolo additando al terzo piano di un bel palazzo. Andiamo prima a far colazione, e poi ti farai pulito giacchè per le dieci ho promesso di condurti in casa Ramati.

— Come? chiese Ermanno, dicesti che madama sa nulla del mio arrivo.

— Ma no, hai mal compreso, a madama non ho consegnata la lettera, perchè non era necessario, nondimeno stimai bene prevenirla — Ella pure se ne mostrò soddisfattissima; ma il più bello si è che Laura da giovedì, vale a dire dacchè sa del tuo arrivo, è fuor di sè dalla gioia, e quasi quasi m’avrebbe abbracciato quando glie ne diedi novella.

— Ti piace adunque quella giovinetta?

— Che vuoi? ho per lei una debolezza quasi paterna; mercè poi la tua influenza, io ho molto acquistato nella di lei amicizia. Più volte fu sul punto di farmi delle confidenze; ma sempre se ne trattenne; sai bene, l’affare è delicato.... Però spero un giorno o l’altro di godere la piena confidenza di questa ragazza come ora godo la tua. — Anzi sono certo che tu avrai già fatto dei calcoli su ciò....

Ermanno fece aria di sorpresa, e Paolo soggiunse:

— Non sorprendertene per carità! tanto più che questa parte di medium non mi è sgradita. Io credo che ingenuamente a quest’ora dubiti di doverti valere di un’amico in quest’affare, ma non tarderai molto ad essere del mio parere.

Così ragionando giunsero in casa di Paolo, ed Ermanno fu sorpreso dall’eleganza di quel grazioso alloggio.

— Non ti faccia meraviglia, gli disse subito l’amico,