Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/121

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potrebbe essere crudelmente gelosa dell’affetto che ti porto; ma prima dimmi che in tutto questo lungo intervallo di separazione tu hai continuato ad amarmi!...

— Più di prima... Ma come fartelo credere mio Dio, se tanto radicato è il dubbio nell’anima tua?... Ho molti rimproveri da farti; cattivo, scrivermi una lettera così brutta che mi fece piangere per due giorni — Come mai ti vennero in testa tante brutte idee, mentre a me succedeva tutto al contrario!...

— Ebbene, dimentica quella lettera per ricordarti solamente che ti amo!

— Non basta no dimenticare, signorino mio, rispose Laura stringendogli la mano, bisogna sconfessare, bisogna ricredersi di tutti quei neri pensieri... Animo dunque, non trovi una parola a tua giustificazione? Ben sapeva che tutto era frutto del dolore, pure mi fecero molto male le tue espressioni... Ma ora non parliamo di ciò; prima di tutto, quanto tempo ti fermi in Milano?

— Qualche giorno...

— Ma quanti?...

— Una settimana...

— Che coraggio! Una sola settimana!... oh! io sono certa che non partirai sì presto...

— È necessario Laura; per conto mio figurati se vorrei lasciarti, se ti lascierei mai... ma mia madre povera donna rimane sola, e ben vedi...

— Oh! sì, hai ragione... ti ama dunque assai!

— Immensamente...

— E tu?

— Puoi immaginartelo; è tutto ciò che mi resta della mia famiglia... non ho altri al mondo che pensi a me...

— Taci là, interruppe Laura chiudendogli la bocca, ora non si può più dire così... Ed io, io Ermanno non penso forse sempre a te... non ti amo io forse?