Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/127

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 121 —

perchè siamo fortunatamente lontani, da ogni probabilità...

— In amore non si è mai lontani da questo scioglimento che potrebbe nascere da un minuto all’altro, basta una mezz’ora per creare la necessità d’un matrimonio...

— Oh! basta, interruppe Ermanno, basta e non se ne parli più; il tuo spirito mi fa male, e decisamente non andremo mai d’accordo sopra un punto sì delicato, perchè la pensiamo troppo diversa. —

— Se ti fa piacere il non parlarne, rispose Paolo sorridendo, taccio; ma bada che tu per il primo non infranga la consegna. Dopo tutto però ti prego di non dimenticare la mia protesta. —

Così ragionando i due amici avevano fatto il giro dei Giardini Pubblici. Era tardi, Ermanno manifestò il bisogno di riposarsi, ed entrambi si avviarono verso casa, ove giunti si riattaccò una nuova discussione sullo stesso soggetto; infine la stanchezza assalì Paolo, che se ne andò a letto lasciando l’amico solo nella sua stanza.

Noi non sapremmo dire se più dolce del sonno fosse la veglia che lo precedeva, ma è certo che tanto l’uno che l’altra furono un continuo succedersi di dolcezze. La giornata portava seco troppi avvenimenti, perchè Ermanno malgrado la stanchezza potesse tosto abbandonarsi al riposo; si prova grandissima compiacenza nel riandare di notte sugli eventi fortunati del giorno, ed al nostro giovane, non mancava certo materia da pensarvi sopra.

Vegliando pensò al tempo che ancora gli rimaneva di restare in Milano, alle gioie che avrebbe trovate presso Laura; sognando rivide quella gentil cameretta profumata, fiorita, irradiata da quella luce misteriosa. — Ei ritrovò in quel nido d’amore la cara