Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/140

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sogno penoso; se desto ei pensava che tra breve dovrebbe dividersi dalla sua Laura, e lasciarla così bella e seducente senz’alcuna vigilanza.

La facile famigliarità che si acquistava in casa Ramati, inquietavalo assai riflettendo che un giorno o l’altro qualche innamorato dei vezzi di Laura, potrebbe agevolmente introdursi nella famiglia, e rapirgli il cuore della giovinetta.

V’ha di più, malgrado la certezza che egli aveva di essere amato, tuttavia lo tormentava il dubbio di dovere un giorno rinunziare alle sue speranze. — Abbiamo detto speranze, e rettifichiamo la parola. In questa così bella fase d’amore non vi entrava nonchè un progetto, nemmeno il principio di un’idea; era un romanzo costruito senza base, o diciamolo pure, senza scopo; e giova rammentare le lotte morali subite da Ermanno prima di lasciarsi sopraffare da questo amore.

Egli riconobbe che tale relazione stava lontanissima dal concepimento di qualsiasi speranza, e non cessò mai anche amando di rassegnarsi come vittima di un accecamento di cui presentiva per istinto le conseguenze. — Comprendiamo che questo abbandono di Ermanno ad una corrente così fatale, potrà sembrare insensata e condannabile a taluni; ma le sono di quelle cose che si ripetono tutti i giorni, e se la ragione potesse sempre prevalere sulle deliberazioni dell’uomo, la società camminerebbe certamente senza gruccie. —

Parrà a molti che noi vogliamo giustificare il nostro artista, ma invece non facciamo che schermirlo contro chi, o per pregiudizii di casta e famiglia, o per aridità d’animo volesse riconoscere in quel povero giovane un’insensato amor proprio invece di un’eccessiva suscettibilità di cuore.

In fatti consimili non sappiamo se più abbia ragione chi condanna od il condannato; è certo però che men-