Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/69

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ditazione — Per la velocità della corsa l’aria fendeva più rapida il di lei viso scomponendole leggermente i biondi capelli di cui alcuni fiocchi svolazzavano all’indietro come se volessero fuggire. I suoi sguardi erravano sulle case fiancheggianti la via, e parevale che gli oggetti circostanti fuggissero rapidamente il suo mesto saluto.

Nel dare l’addio estremo ai luoghi ove erano state concepite tante dolci speranze, ella provava una dolorosa emozione; quelle mura, quelle case, quei giardini; tutto insomma aveva un’espressione di dolcezza affascinante che le commoveva l’animo.

»Sospira, sospira povera fanciulla a sì straziante addio; ogni passo di quei focosi cavalli, ogni tratto percorso dalla carrozza, porta via a brani il caro edifizio delle tue illusioni, ed accrescendone il loro incanto, rende più grave il dolore della separazione — Le speranze del tuo casto amore erano sublimi, ignara dei disinganni accarezzasti confuse lusinghe; la realtà scosse il tuo trasporto, ti svegliò dal tuo dolce sopore, ed un destino amaro ti porta lunge dal teatro delle tue dolcezze — Le lagrime che ti brillano sugli occhi sono le prime che trovano eco nel tuo cuore; la tua mestizia tragge fonte per la prima volta dal più profondo dell’anima tua!

»Piangi pure! o fanciulla, piangi con lagrime amare nel dare l’addio a questa città che racchiude nel suo seno colui che solo fra gli uomini potrebbe fare la tua felicità; colui che la tua dipartita renderà altrettanto sventurato quanto fu felice nello scoprire il secreto del tuo cuore.

»Piangi e spera! Le lagrime dell’oggi vengono cancellate da quelle del domani: Ecco la vita!

La carrozza si fermò dinnanzi alla stazione, tutti discesero; Letizia tentava invano di distrarre la po-