Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/95

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«Ma già, quel che è fatto è fatto; tu sei innamorato sul serio, ed allorchè il male è incurabile tace il consiglio per lasciar passo al conforto — Io credo dunque colla più profonda convinzione alla realtà del tuo amore, credo perchè non si può scrivere una lettera del genere di quella che mi mandasti senza avere il cuore palpitante a grande velocità; farò di più, credo anche che pur troppo non ti caverai sì presto la spina che ti punge; e non so tacerti che sarebbe bene se tu dubitassi alquanto... ma io prevedo che tu già muori d’impazienza, e vengo allo scopo.

«Due giorni dopo ricevuta la tua lettera mi recai in casa Ramati ove fui ricevuto dal padre col quale avevo qualche conoscenza per ragioni di famiglia; venni tosto presentato a madama, ed a madamigella — La verità è il mio forte — Laura è bellissima, e la pittura animata che me ne facesti non esagera punto. Osservai inoltre che quella ragazza mi ricevette con un sorriso che voleva dirmi: Voi lo conoscete!

«Fui accolto benissimo, con tutta famigliarità, e ciò mi piacque assai. Madama Ramati è di una bontà senza pari; abbiamo chiacchierato insieme una buona ora parlando di Brescia, e di te; la cosa è naturale — V’ha di più, se l’età di madama non sommasse ad una cifra alquanto rassicurante, sarei tentato di credere che questa signora fosse innamorata di te. Mi parlò con tanto ardore della tua abilità al pianoforte e de’ tuoi bei modi, da soverchiare gli elogi di madamigella Laura che non si faceva scrupolo di arrossire ogni qual volta si pronunziava il tuo nome.

«Da un’ora tu eri il protagonista della conversazione, ed in fede mia fui tentato da credere che tu mi avessi colà mandato per assistere alla tua apologia — Finalmente madama mi parlò dei ritratti mostrando