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Il museo di Pisa è pure una delle opere le più maravigliose del Savi.

L’ordinamento magistrale di quella raccolta dei prodotti della natura, la più completa, la più diligente, la meglio disposta che possa darsi, non saprebbe mai abbastanza essere lodato.

Tutti quelli che visitano quella specola ne escono entusiasmati e, per vero dire, non senza ragione.

Il professor Savi non si è infatti tenuto pago di riunirvi, come abbiamo detto, tutti i più bei campioni delle conosciute produzioni della terra, divisa nei suoi tre regni, ma li ha collocate in un modo così savio, mirabile e talvolta anche così pittoresco, da non istruire soltanto e sorprendere, ma eziandio da commuovere.

Il regno animale sopratutto, ch’è il più interessante, si mostra agli occhi dello spettatore sotto un aspetto il più atto che possa immaginarsi ad impressionare gli animi.

Ognuno dei membri di quello si offre agli occhi di chi osserva in un piccolo centro ch’è affatto analogo alle proprie abitudini ed alle sue tendenze. Non parliamo del modo stupendo col quale gli animali sono preparati, modo che si presta mirabilmente a far nascere l’illusione che gli accessori onde sono circondati crescono dismisuratamente; ma l’atteggiamento che loro è stato dato a seconda degl’istinti che lor sono propri, tanto che si mira il lupo a ghermire l’agnello, il leone a straziare la gazzella, l’aquila a rapire tra le robuste sue griffe le lepre, contribuiscono assaissimo come ognun di leggeri può crederlo a cambiare quella mostra, negli altri musei mediocremente interessante e indubitatamente fredda e monotona, in quadri vivi, animati e commoventi.

La nomina del professor Savi a senatore del regno è stata una ricompensa meritata a tanto studio, a tanto zelo, a tanta abilità.