Pagina:Camerini - Donne illustri, 1870.djvu/114

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106 Donne illustri.


sciarla per testamento. Le aggiunse gioie, tappezzerie e nobilissime drapperie. E la regina rifiorì il tutto con una veste tempestata di perle del valore di mille scudi.

Passò poi col marito in Sicilia, dove non lasciò l’esercizio della sua nobile arte, ma ritrasse al vivo, inventò e condusse alcune sacre storie.

Morto il Moncada, il re la desiderava in Ispagna; ma ella ottenne poter tornare a Cremona. Se non che, imbarcatasi sopra una delle galere di Genova, comandata da Orazio Lomellino, n’ebbe sì nobile trattamento e delicati riguardi, che gli si diede in isposa. Il re di Spagna approvò il matrimonio, e le assegnò quattrocento scudi di entrata.

Essa continuò a dipingere finché accecò. Nè allora lasciò di trattenersi dell’arte diletta e delle sue difficoltà con gli altri pittori, e Antonio Van Dyck diceva aver ricevuto più luce, in ciò che alla sua professione apparteneva, da una cieca, che dall’opere de’ più celebrati pittori.

Il Baldinucci, dal quale ricavammo in buona parte queste notizie della Sofonisba, cita di lei due disegni; in uno avea rappresentato alcuni gamberi in un paniere, uno dei quali, mordendo un fanciullo, che male avveduto vuole scherzare con esso, lo fa piangere dirottamente, mentre una vaga donna osserva quell’azione. In un altro facea vedere una fanciulla, che, burlandosi di una vecchierella, che con grande attenzione studia l’abbiccì sopra una tavola da fanciulli, con allegro riso la sta mostrando a dito.

Ella morì vecchissima, di circa novant’anni, verso il 1620.

Delle sue sorelle, Elena si fece monaca. Europa si maritò, e morì in età ancor florida: fu rara pittrice, e di sua mano