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110 Donne illustri.


tre fratelli furono eletti giudici, ossia signori delle altre tre provincie cioè di Gallura, Torres ed Arborea.

Ai tempi di Eleonora, da sette secoli sulle rive del Tirso, in Oristano, durava incolume il patrio governo di Gialeto, e l’isola era stata più volte e turpemente offesa dalle orde saracene, che diedero pretesto ai papi di prenderla sotto il loro patrocinio e commetterne la difesa alle bellicose repubbliche di Genova e Pisa, le quali, come Roma e Cartagine, in altre età, se ne contesero i commerci e il possesso.

Dipoi, allo scorcio del secolo XIII, i papi concessero l’alto dominio dell’isola agli avari e superbi re d’Aragona. Fra tanto scompiglio portato da Saraceni, Genovesi e Pisani, dai Papi e dagli Aragonesi, era un continuo mutar di signorie negli ordini feudali; e nel secolo XIV la desolata Cagliari, tolta ai pisani e caduta in balìa degli Aragonesi, più retta non era dagli eredi di Gialeto, nè le provincie di Gallura e di Torres dai giudici. Soltanto nella provincia di Arborea durava il nazionale reggimento, e l’antica sua casa regnante procurava di ampliarne l’autorità dalla sede signorile di Oristano.

La casa d’Arborea col suo potere estendevasi ormai ad un terzo dell’isola; sicché erasi veramente fatta il santuario delle patrie instituzioni, nel quale si organarono i mezzi più acconci a trarre tutta Sardegna da ogni soggezione forestiera.

I signori di Oristano avevano onorato Lanfranco de Bolasco e Bruno de Thoro, che già nella prima metà del secolo XII con eccellenza poetavano nell’italica favella e tenevano in gran pregio gli uomini più cospicui nelle armi, scienze ed arti. Per la qual cosa Eleonora potè agevolmente