Pagina:Camerini - Donne illustri, 1870.djvu/58

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50 Donne illustri.


nascita, accoppiava il fulgore della bellezza lombarda all’avvenenza veneta. Egli era figlio di una poetessa, nobile dei Mocenigo, e poeta anch’egli; ella poetessa gentile, e davvantaggio egregia suonatrice di liuto, e mirabile nel canto. Egli amava il piacere, ma anche la gloria; ella non aveva che una passione: l’amore:


La mia vita in lui vive ed in me muore


Le felicità di questa donna furono rare e brevi. In mezzo alla gioia aveva tristi presentimenti:


Nel mezzo del mio cor spesso mi dice
Un’incognita tema: O miserella,
Non fia il tuo stato gran tempo felice.


La prima sua rivale fu la gloria dell’armi. Collaltino andò a servire Arrigo II di Francia; onde ella cantava:


Felice è quella donna a cui gli Dei
Han dato amante meno illustre in sorte
E men vago di spoglie e di trofei!
O per me poco avventurosa Francia!
Oh bel paese avverso a’ miei desiri,
Che impallidir mi fai spesso la guancia.


Dettava poi questo bellissimo madrigale al suo dipartire.


Il cor verrebbe teco
Nel tuo partir, signore,
S’egli fosse più meco,
Poi che cogli occhi tuoi mi prese amore.
Dunque verranno teco i sospir miei,
Chè sol mi son restati,
Fidi compagni e grati
E se vedi mancarti la lor scorta,
Pensa ch’io sarò morta.