Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/137

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Su dal vico marino tra i fanali
Apparso il dolce suo viso languente
A me l'igntoa melodiosamente
E lieve e dolce e querula salì





(pianissimo)
(Quando melodiosamente in alto sale
A me un'ignota melodiosamente
E bianca e dolce e querula salì.)





Quando: attonita faticosamente
L'eco lontana rise: un irreale
Riso. Mi volsi: intorno
Lucea la sera ambigua
Del palpito battuto
Dei fanali nell'ombra:
Lontani rumori franavano
Dentro silenzi solenni.
Stetti, se ancor dal mare l'irreale