Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1915 – BEIC 1777758.djvu/137

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

scelta di poesie filosofiche 131

Fa un dubbio: perché fu piú soggetto delli altri a’ guai? E risponde: perché aspetta miglior sorte in questa e nell’altra vita, e perché Dio negli altri mostra il suo potere, facendogli meno soggetti a’ guai, e ’n lui il suo sapere. E contra questa risposta argomenta: per che causa David fu sapiente e forte? Risponde che fu cosi necessario in quello, e non ora in esso autore. E, replicando, dice che l’ordine fatale cosí portò ordinato ab aeterno. E perché ciò poco s’intende, conchiude che quanto piú vuol sapere di questi segreti, meno ne sa. Però si volta a pregare simplicemente che Dio l’aiuti senza guastare i suoi disegni, ecc.

madrigale 10

Canzon, di’ al mio Signor, ch’io ben conosco
ch’ogni cosa esser puote
migliore a sé, ma non all’universo;
ch’e’ giá saria disperso,
se uguali al sol fussero l’altre ruote
del mio desir non vòte.
Ma piú ho da dirli: — Aspetta
la tua terza sorella, che non tarda;
sarai in mezzo eletta
e piú a grazia impetrar forse gagliarda. —

Manda quest’orazione a Dio, con dire che ben vede come per se stesso e’ potrebbe star meglio, ma non per tutto ’l mondo, perché il mondo sarebbe guasto, se tutti i pianeti e la terra fossero eguali al sole, e non patissero, come non paté il sole; talché il desiderio loro non s’adempie, né quello dell’autore, per ordine divino. E poi si prepara alla terza canzone di questa medesima materia.