Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1915 – BEIC 1777758.djvu/67

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scelta di poesie filosofiche 61


far buono al suo uso. Ma, se non serve bene all’uso, cioè se avesse una gamba grossa che non può camminare, un naso torto che non piglia gli odori di ritorno, un occhio che sia impannato, ecc., pare il volto laido e brutto; come un giubbon che non sta bene addosso di chi lo porta. Talché dá segno che dentro quel corpo ci sia poca arte e possanza a fabbricarlo ed usarlo; dunque poca vita e conservazione. Ma, quando di fuori è brutto e dentro è ben formato il corpo, nasconde virtú buona, e non la scuopre, come una casa di fuori mal fabbricata e dentro ben ornata: tal fu Esopo

e Socrate. Ma peggio è, se di fuori è bello e dentro mal formato, come Nerone; pessimo, se dentro e fuori è mal formato, come Zoilo, perché addita nullo bene del formatore.

madrigale 8

Beltá composta ne’ corpi ricerca
proceritá e di membri simmetria,
gagliarda agilitate e color vivi,
di moti e gesti a tempo leggiadria.
Piú i maschi che le femmine Dio merca
con ta’ segni, onde son piú belli e divi;
però piú amati, e quelle amanti plue.
Dunque nani, egri, tronchi e goffi, privi
son parte di bellezza, e vecchi e smorti,
grossi, deboli e storti,
e pigri, male accorti.
Se brutto in nulla alcuno al mondo fue,
tenner tutte virtú le celle sue.
Pur ogni bello è fior di qualche bene,
e d’alcun bello è fior la venustate.
Di tutti quello e questa a mentir viene,
che sta in note all’altrui gusto formate.

Qui dichiara quante parti e misture e condizioni ricerca la beltá corporale, della quale di sopra parlò. Nota che tutti i membri e colori ben posti non fan bello un nano, perché la piccolezza dinota mancanza di potere. Né pur le donne, che son pigre al moto, perché dinota fiacchezza. Né si ha sconcertati gli gesti, che