Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1915 – BEIC 1777758.djvu/69

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scelta di poesie filosofiche 63


servare e nudrire il seme, in cui viviamo, morendo in noi; e di darci gusto in atto venereo, oltre ch’addita il senno e virtú del Creatore in ben formarla. E poi scuopre la bellezza essere segnale; perché, se truovi poi la donna bella essere scostumata, o rognosa dentro, o con lisci falsi imbellettata, o senza quel gusto che speravi, subito ti par brutta, come Tamar ad Ammone. Gli onori e ricchezze paion belli a tutti; ma, quando sono in man di scelerati, paion brutti, perché sono segno di poter rovinare sé, noi e la Republica. Pur la menzogna, detta a tempo di far gran bene, par bella, come fu quella d’Ulisse a Polifemo e di Sifra e Puha a Faraone. Quindi conchiude ch’a Dio ed all’universo ogni cosa è bella, perché sempre serve a qualche uso, avendo poi detto che, sendo buona a qualche uso, ogni cosa par bella in quello, come il cacare è bello all’infermo, quando per quello sa ch’e’ ha da risanare, ecc. Dunque, avendo ogni cosa usi infiniti nel mondo, è bellissimo il mondo in tutto e per tutto, e piú il suo Fattore, che conosce questi segnali.

madrigale 10

Guerre, ignoranze, tirannie ed inganni,
mortalitá, omicidii, aborti e guai
son begli al mondo, come a noi la caccia,
giuochi di gladiatori e pazzi gai,
arbor uccider per far fuoco e scanni,
uova e polli, onde il corpo si rifaccia,
far vigne, servi ed api, e tôr lor frutti,
reti, qual ragno che le mosche allaccia;
finger tragedia, se in vita anch’allegra,
passando ogni morte egra,
piú parti al mondo allegra.
Ma piú bello è che paian mali e brutti;
se non, in caos torneremmo tutti.
Alfin questa è comedia universale;
e chi filosofando a Dio s’unisce,
vede con lui ch’ogni bruttezza e male
maschere belle son, ride e gioisce.