Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1938 – BEIC 1778417.djvu/121

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scelta di poesie filosofiche 115

delle perdute genti,
qual senza aiuto uom libero, tra morti
di morte, e non di stenti;
a’ quali il mio composto
sol vive sottoposto,
nel centro ad ogni pondo
di tutte le rovine, aimè, del mondo.

madrigale 3

Gli uccisi in sepoltura,
dati da te in obblio,
de’ quai non hai piú cura,
de’ sotterranei laghi
nell’infimo rinchiuso
di morte fra le tenebre sembro io.
Qui un mar di guai confuso,
pien di mostri e di draghi,
sopra di me si aduna,
e ’l tuo furor spirando aspra fortuna.

madrigale 4

Dagli amici disgiunto
sono, e opprobrio al mio sangue,
di scorni e d’error punto,
che fiutar non mi vuole;
né potrebbe, volendo,
me abbominato qual pestifero angue;
e ’l tradimento orrendo
lor fai apparir sole
verso cotanta mole
di paure e di affanni,
perch’io mendico sol qui piango gli anni.