Pagina:Campanella, Tommaso – Poesie, 1938 – BEIC 1778417.djvu/129

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scelta di poesie filosofiche 123

Cosi spesso, non sempre, nel tuo volto
sentenza è diffinita,
che ’l campo frutti ben, s’egli è ben colto.

Dice che tutti gli enti pregano Dio nel suo modo, che lor tolga le pene: onde san Paolo, Ad Romanos: «Omnis creatura ingemiscit et parturit usque adhuc». E che Dio esaudisce molti secondo ch’e’ destinò, e molti no; e che, non sapendo s’egli era destinato d’esser esaudito, s’appiglia al partito di pregare ancora. Perché per buon argomento conosce che la dimanda ragionevole e con puritá deve essere esaudita; come il campo ben cultivato fa frutto, e si spera il frutto con ragione, benché Dio avesse disposto altrimenti, ma che Dio proprio pare che voglia anche tal fruttare, ecc.

madrigale 9

Del mio contrito e ben arato suolo
la coltura mi reca gran speranza,
ma piú lo sol del Senno che ’l feconda,
che molte stelle forse sopravanza,
esser predestinato sopra il polo;
che la preghiera mia non si confonda,
e ch’abbia il fine, a cui di mezzi abbonda
pur da te infusi e previsti ab aeterno.
Con condizion pregò Cristo, sapendo
che schivar non potea il calice orrendo.
E l’angel suo rispose: al gran governo
convenir ch’egli muoia. Io senza prego,
risposta ricevendo
dal mio diversa, che sovente allego.

Conchiude che, sendo egli contrito e cultivato come il campo, può sperar aiuto da questa orazione; ma piú lo certifica il Senno che Dio l’infuse, o per profeti gli avvisa, ecc., e che avendo mezzi per gran fine, arriverá a quel fine, che le virtú dategli da Dio ricercano. E che, se bene Cristo non fu esaudito nella morte, e l’angelo gli rispose che dovea morire, pregò con condizione: «si